Abbiamo dormito nello stesso letto per dieci anni senza mai toccarci. Tutti gli altri pensavano che il nostro matrimonio fosse finito, ma la verità faceva più male. Alcune ferite si riapriranno con un semplice tocco.
Mateo aveva nove anni. Una febbre mal curata. Un ospedale sovraffollato. Una decisione per cui non smetterò mai di incolparmi.
Quella notte, Rosa si mise a letto senza dire una parola. Cercai di tenerla stretta. Si irrigidì. Mi allontanò la mano con delicatezza ma con fermezza.
“No”, sussurrò. “Non ora.”
Quel “no” rimase sospeso nell’aria… e non se ne andò mai.
I giorni diventarono settimane. Le settimane diventarono anni. Dormivamo insieme, ma ognuno di noi era solo.
A volte, nelle prime ore del mattino, la sentivo piangere piano. Fingevo di dormire, non perché non mi importasse, ma perché non sapevo come stringerla senza farle ancora più male.
Ho pensato di andarmene. Molte volte. Ma qualcosa mi tratteneva lì. Senso di colpa. Amore. Paura. Forse tutto insieme.
Una notte, dopo tanti anni, finalmente ho osato parlare.
“Rosa… per quanto tempo vivremo così?”
Non si voltò. La sua voce uscì fioca e distante.
“Per come viviamo ora… è l’unica cosa che mi è rimasta.”