I suoi capelli diventarono completamente bianchi. I suoi passi rallentarono. Ma la speranza non la abbandonò mai.
IL RITORNO
Una mattina qualunque, mentre spazzava l’ingresso della sua piccola casa, modesta ma ora di nuovo sua dopo anni di risparmi, qualcuno bussò.
Pensò che fosse un vicino.
Quando aprì la porta, il respiro le si bloccò in gola.
Due uomini alti le stavano davanti, con le uniformi in ordine e le insegne che brillavano alla luce del sole.
“Ma…” disse uno di loro con voce tremante.
Marco.
E accanto a lui, Paolo.
Entrambi indossano la divisa dell’Aeroméxico.
Entrambi tengono in mano dei fiori.
Teresa si coprì la bocca con le mani tremanti.
“Sei davvero tu?”
L’abbracciarono come se il tempo si fosse ripiegato su se stesso.
I vicini cominciarono a sbirciare fuori quando sentirono il pianto.
“Siamo a casa, mamma”, disse Paolo.
E questa volta non era una promessa.
IL VOLO
La mattina dopo la portarono all’aeroporto internazionale Benito Juárez.
Teresa camminava lentamente, con gli occhi spalancati, assorbendo tutto.
“Sto davvero prendendo un aereo?” chiese nervosamente.
“Non sei solo un principiante”, disse Marco. “Sei il nostro ospite d’onore.”
Una volta che tutti furono seduti, la voce di Marco riempì la cabina attraverso l’interfono.
“Signore e signori, oggi abbiamo a bordo una persona molto speciale. La donna che ha venduto tutto perché i suoi figli potessero studiare aviazione. Nostra madre.”