«Mio fratello maggiore mi dà il “tè per dormire” tutte le sere… finché una notte ho fatto finta di berlo e ho scoperto il segreto nascosto in casa nostra.»

Frecce.
In fondo al corridoio ho sentito qualcosa.
Voci.
Sussurri sommessi.
Mi fermai, premendomi contro il muro.
Ed è stato allora che l’ho visto.
Una luce gialla filtra attraverso una fessura.
Mi avvicinai di soppiatto.
Un’altra porta.
Una porta di metallo con serratura.
Dietro di essa… una stanza.
Scaffali.
Scatole.
Cartelle.
E…
Fotografie.
Foto della mia casa, scattate però dall’interno.
Da angolazioni che non avevo mai visto prima.
Foto della mia camera da letto.
Il mio letto.
Foto che mi ritraggono.
Dormire.
Mi si è stretto lo stomaco.
Non si trattava semplicemente di un “fratello estraneo”.
C’era qualcuno che mi osservava.
Qualcuno mi sta drogando.
Qualcuno è entrato nella mia stanza mentre non potevo difendermi.
La mia mano tremava e la torcia lampeggiava.
Sulla scrivania all’interno della stanza c’era una cartella aperta.
Ho letto il titolo.
“PROPRIETÀ — EREDITÀ — DOCUMENTI”
E sotto… un foglio di carta con il mio nome completo.
Il mio nome.
Con uno spazio vuoto per la firma.
Ho sentito Daniel parlare di nuovo, questa volta più vicino.
—Dobbiamo finire questo prima che lei inizi a sospettare qualcosa.

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