Quando tornai dal viaggio, con ancora l’odore dell’aeroporto sui vestiti e la testa piena di progetti per abbracciare mio marito, trovai la casa silenziosa. Sul tavolo c’era un biglietto scritto a mano da lui, insieme a quello di mia suocera: “Prenditi cura di questa vecchia senile”.
“Non abbiate pietà”, ripeté, quasi come un ultimo respiro. Poi il segnale acustico della macchina si allungò fino a diventare un unico, lungo tono continuo mentre le infermiere si precipitavano dentro. Mi spinsero indietro verso il muro. Vidi la sua mano stringere il lenzuolo… …e poi allentarsi. Il cuore di Dolores Navarro si fermò e il suo piano di vendetta iniziò a battere dentro di me.
Nessuna firma. Nessuna spiegazione. Solo quella frase, scritta con inchiostro blu e sottolineata più volte, come se ogni tratto fosse una coltellata. Provai un’ondata di rabbia e qualcosa di simile alla vergogna.
“Nonna Dolores?” chiamai alzando la voce.
Niente. La TV era spenta, la cucina riordinata a metà, un bicchiere con tracce di latte sul bancone. Un odore umido proveniva dalla fine del corridoio, dalla stanzetta che Javier chiamava sempre “il piccolo ripostiglio della nonna”.
Ho spinto la porta per aprirla.
Dolores era sdraiata a letto, semi-sostratta da cuscini appiattiti. Il lenzuolo era macchiato, la camicia da notte le si appiccicava al corpo. La sua pelle appariva grigiastra, le labbra secche, gli occhi aperti – fin troppo coscienti per qualcuno che avevano ridotto a una “vecchia rimbambito”. Un rauco rauco le scuoteva il petto a ogni respiro.
“Dio…” sussurrai. “Dolores, sono Lucía. Sono tornata, ok?”
Sbatté le palpebre con sforzo e mosse la mano tremante, cercando la mia. Mi sedetti sul bordo del materasso e la presi. L’odore di urina e di farmaci economici mi investì. Non potei fare a meno di chiedermi per quanto tempo l’avessero lasciata in quello stato.
“Aiutami…” sussurrò, quasi un filo di voce. Mi avvicinai.
“Aiutami a vendicarmi.”
Mi sono bloccato.
“Cosa stai dicendo, Dolores?”
I suoi occhi si fissarono nei miei con una acutezza che mi turbò.
“Non hanno idea di chi io sia veramente”, mormorò, quasi con orgoglio. “Ma stai per scoprirlo.”
Un brivido mi percorse la schiena. Da quando avevo sposato Javier, la versione ufficiale su di lei era sempre stata semplice: un’anziana donna con demenza che viveva di una pensione irrisoria, un peso. Ma quello sguardo non apparteneva a una mente persa.
“Nel cassetto… in fondo alla cassettiera…” Ogni parola sembrava toglierle il fiato. “La busta verde. Prendila. È per te.”
Lanciai un’occhiata al vecchio comò di legno di fronte al letto. La vernice era scheggiata, e sopra di esso era appeso un crocifisso. Esitai.
“Per prima cosa chiamo un’ambulanza, Dolores. Stai molto male.”
Le sue dita si strinsero attorno al mio polso con una forza sorprendente.
“Prima… la busta”, insistette. “Poi fai quello che vuoi.”